L’imprenditore che amava Valmorel: un documentario su Elserino Piol
Ai vertici di Olivetti, pioniere dell’informatica e delle telecomunicazioni. Il regista Melanco: «Guardava sempre al futuro»

Da Valmorel ad Olivetti attraverso la storia dell’industria italiana: la vita di Elserino Piol diventa un documentario. Un imprenditore illuminato che ha girato il mondo ma non ha mai dimenticato le sue radici, dove la sua visione viene oggi proseguita dai figli Andrea e Alessandro tramite la Fondazione che ne porta il nome.
A poco più di un anno di vita della Fondazione e a pochi mesi dall’inaugurazione della sede fisica a Valmorel, questo nuovo progetto sta vivendo i suoi primi ciak. Il progetto, nato dalla volontà della Fondazione e guidato dal professor Mirco Melanco, sta prendendo vita grazie anche alla collaborazione – attivata già dalla primavera 2024 per diversi progetti – con l’Università di Padova, e nello specifico con degli studenti del Dams, corso di Laurea del Dipartimento dei Beni Culturali.

Quelle scorse sono state giornate tra le fotografie stampate ai sali d’argento (tecnica artigianale caduta in disuso con l’avvento della fotografia moderna, ma che nobilita senza dubbio la stampa, ancora oggi), i vhs e i ritagli di giornale. Una ricerca documentale che coinvolge anche l’archivio storico di Olivetti e altre importanti istituzioni nazionali che detengono la memoria del nostro Paese. E poi il set: luci e attrezzature del dietro le quinte di una sala cinematografica, dentro quell’atmosfera che il grande schermo sa regalare.
Ecco allora le testimonianze dei figli Andrea e Alessandro e della sorella Marinella. Ma anche di personaggi illustri, come ad esempio Carlo De Benedetti. «Un documentario biografico», sintetizza il regista Mirco Melanco, «che, tra affetti e carriera professionale, spiega come il suo protagonista sia stato sempre un imprenditore in grado di guardare al futuro, di navigare nei mari dell’innovazione. Un messaggio che oggi torna nella terra a cui Elserino è sempre stato molto legato: Valmorel.
«La prima fase di ogni storia raccontata con dovizia è sicuramente la ricerca», evidenzia Eleonora Fossali, responsabile marketing e comunicazione della Fondazione Elserino Piol. «Un viaggio attraverso la società di quei giorni e delle persone che hanno affrontato scelte che hanno portato a cambiamenti radicali per la storia dell’industria italiana. Le lacrime che, senza necessità di sottotitoli, esprimono le difficoltà di chi ha affrontato guerre, emigrazioni e umiliazioni. Per la Fondazione», sottolinea Fossali, «questo documentario rappresenta un’occasione preziosa per raccontare l’eclettica figura di Elserino: imprenditore, innovatore, filantropo, ma anche padre di famiglia e uomo dalla salda etica. Un racconto che, attraverso il cinema con il suo linguaggio universale e la capacità di emozionare, va dalla prima scuola e la prima strada costruite a Valmorel dai Piol all’inizio del secolo scorso, e continua con l’impegno che oggi la Fondazione porta avanti seguendo la visione di Elserino».
Il documentario in realizzazione si preannuncia come un omaggio sentito e doveroso a una figura poliedrica, capace di lasciare un’impronta indelebile nella storia del nostro paese. Un uomo che ha saputo incarnare, con la sua vita e le sue opere, i valori più autentici dell’imprenditoria italiana: visione strategica, coraggio nelle scelte, instancabile spirito di innovazione, ma anche profonda umanità e attenzione al prossimo. —
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