Anziani presi a botte e pizzicotti: nove indagati all’Istituto San Vincenzo di Setteville

Amministratori e operatori della struttura per ferie di Alano di Piave sono in tribunale dopo le immagini girate dai carabinieri: sono accusati di maltrattamenti verso 36 ospiti

Gigi Sosso
La Casa per ferie Istituto San Vincenzo ad Alano di Piave
La Casa per ferie Istituto San Vincenzo ad Alano di Piave

Maltrattavano anziani non autosufficienti e quella non era nemmeno una casa di riposo. Botte, pizzicotti e scrolloni, nelle immagini girate all’insaputa degli operatori.

Nove gli indagati, a vario titolo, per maltrattamenti aggravati, alla Casa per ferie Istituto San Vincenzo, una struttura privata ad Alano di Piave, nel Comune di Setteville. Si va dal legale rappresentante, che potrebbe non aver vigilato su quello che sarebbe successo o essersi dimenticato di far osservare le regole fino alla operatrice socio sanitaria che avrebbe somministrato dei farmaci, non avendo alcuna qualifica per farlo. La competenza esclusiva è degli infermieri, tanto più che ci sarebbero stati dei dosaggi eccessivi con potenziali pericoli per la salute degli ospiti.

Il caso risale al maggio 2023, ma è emerso soltanto martedì 25 febbraio, quando davanti all’aula delle udienze preliminari c’erano troppi avvocati per non pensare a qualcosa di molto grave.

Secondo indiscrezioni, quattro imputati dovrebbero patteggiare, altrettanti andranno al dibattimento, se rinviati a giudizio e uno avrebbe scelto l’abbreviato. Tra gli avvocati difensori impegnati nella vicenda, Massimiliano Paniz, Carmen Maraviglia, Stefano Zallot e il trevigiano Valentino Cirri, mentre le famiglie dei 36 anziani si costituiranno parte civile con Daniela Tonion. Alcuni sono, nel frattempo, morti; i superstiti sono stati spostati in una struttura adeguata, dove trascorrere gli ultimi anni della loro vita, nella maniera più serena possibile.

La vicenda penale era stata innescata da un altro dipendente della struttura di via Conti Franzoia 2. La segnalazione ha spinto immediatamente la Procura della Repubblica di Belluno a incaricare i carabinieri della Compagnia di Feltre di installare delle piccole telecamere, in grado di documentare le condotte illegali. I dipendenti non potevano sapere di essere osservati dagli occhi elettronici e hanno continuato a comportarsi come al solito.

È emersa una situazione inquietante e fuori controllo fatta di colpi, pizzicotti e scrollate nei confronti di degenti, che non potevamo evitare le aggressioni e, quindi, in condizioni di minorata difesa. Non tutti gli addetti si comportavano male, ma alcuni sono stati portati in tribunale e alcuni altri si permettevano di somministrare le medicine, pur non avendo le conoscenze necessarie.

La loro naturale ignoranza era un potenziale pericolo per i nonni, che finivano per assumere dosi eccessive, con le conseguenze che si possono facilmente immaginare: dalle meno gravi a quelle più pesanti. Alla fine delle indagini preliminari, la Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per maltrattamenti aggravati in concorso ed esercizio abusivo della professione di infermiere. Poi ci sono gli illeciti amministrativi da sanare. La Casa per ferie Istituto San Vincenzo è, appunto, una casa di soggiorno per anziani e non una casa di riposo con tutti i requisiti in ordine. Qualcosa di molto diverso.

Martedì mattina il giudice per le udienze preliminari Elisabetta Scolozzi ha rinviato ad aprile per applicare le pene già concordate con il pubblico ministero titolare del corposo fascicolo, decidere sui rinvii a giudizio e ammettere o meno il rito abbreviato, quello sugli atti del magistrato, che in caso di condanna accorda lo sconto di un terzo della pena prevista.

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