Legale di Speziale, annullare rigetto Corte appello Messina

Avvocato Lipera: 'tra giudici ex consigliere distretto Catania'

(ANSA) - CATANIA, 03 APR - Assegnare la "trattazione della istanza di revisione a un altro collegio" per "nullità dell'ordinanza emessa Corte d'appello di Messina" che ha dichiarato "inammissibile", per "manifesta infondatezza", la richiesta di revisione del processo per la morte di Filippo Raciti, l'ispettore di polizia deceduto il 2 febbraio del 2007 negli scontri tra forze dell'ordine e ultras del Catania. Lo chiede, in un'istanza di annullamento in 'autotutela', l'avvocato Giuseppe Lipera, difensore di Antonino Speziale, che è stato condannato, per omicidio preterintenzionale, reato commesso quando era minorenne, a otto anni e otto mesi di carcere, già scontati. La richiesta, presentata al presidente della Corte d'appello di Messina, Luigi Lombardo, è basata sulla presenza, tra i giudici del collegio che ha dichiarato inammissibile l'istanza di revisione, di un "ottimo magistrato" che, però, scrive il penalista, "fino al 31 dicembre del 2024 è stata in servizio, con funzioni di consigliere, nella Corte d'appello di Catania", distretto dove il 21 dicembre del 2011 Speziale è stato condannato, con sentenza poi passata in giudicato. Secondo l'avvocato Lipera, "la decisione impugnata risponde all'esigenza fondamentale di garantire l'imparzialità e l'indipendenza del giudizio, in quanto l'affidare l'esame della richiesta a un giudice dello stesso distretto potrebbe generare il rischio di condizionamenti, anche solo inconsci, legati alla decisione già adottata, per cui il decidente chiamato a valutare la revisione potrebbe essere influenzato dalla propria precedente pronuncia o da quella di colleghi dello stesso ambiente giudiziario, compromettendo la necessaria terzietà del giudizio". Al centro dell'istanza di revisione, dichiarata inammissibile dalla Corte d'appello di Messina, la tesi del 'fuoco amico', secondo cui Raciti sarebbe stato ferito mortalmente da una Range Rover della polizia. Ricostruzione affrontata più volte in tutti i processi e non accolta in tre gradi di giudizio. (ANSA).

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