Socrepes, Quick No Problem Parking: «Ci siamo ma cambiate il people mover»
Olimpiadi 2026: la società partenopea non ha dubbi sul parcheggio ma ha perplessità sul trasporto sotterraneo: «È un investimento oneroso che non produce reddito: servono soldi pubblici o un progetto light»

Se il progetto di partenariato pubblico privato riguardante la cabinovia di Socrepes verrà alleggerito per quanto riguarda la realizzazione del people mover (un sistema di trasporto pubblico sotterraneo che collegherà i parcheggi con il centro) Quick No Problem Parking garantisce la massima disponibilità nella realizzazione del progetto. Ma per fugare tutte le sue perplessità su questo aspetto, chiede un confronto a Simico per poter poi definire a tempo debito un piano economico finanziario e per capire se in merito al sistema di trasporto di persone ci potrebbe essere un sostegno di carattere pubblico.
A parlare a 360 gradi dell’opera al centro della discussione dell’ultimo periodo è Massimo Vernetti, presidente onorario del Gruppo Quick No Problem Parking. «Abbiamo più volte sollecitato Simico a procedere per arrivare alla dichiarazione di pubblica fattibilità, che consente di mettere in piedi la gara di evidenza pubblica anche per eventuali altri competitor», afferma il presidente Vernetti. «E una volta che avranno definito come dovrà essere questo parcheggio, il centro commerciale e l’eventuale people mover che dovrebbe portare le persone dal parcheggio al centro di Cortina, potremo andare avanti. Devo ricordare che il Commissario e tutti gli altri attori sono arrivati da poco, quindi ognuno la pensa in un modo diverso: le ottiche di realizzazione possono cambiare in questi casi».
Ad oggi c’è un equilibrio economico finanziario dell’opera? «L’equilibrio economico finanziario si sta valutando sempre in funzione delle ultime riunioni che avremo con Simico su tutto quello che è l’impianto generale, compresa la parte più importante che è il people mover, che ha un costo non indifferente e che non produrrebbe reddito». Il people mover, quindi, rappresenta l’ago della bilancia: «Sì, io l’ho sempre definito una tangenziale pedonale. Serve una soluzione più light». La società fa capire che per quanto riguarda il solo parcheggio non ci sono mai stati dubbi: «Sul parcheggio ci potete mettere la mano sul fuoco, non ci tiriamo indietro».
La società partenopea sostiene che se il progetto restasse tale e quale con people mover, diventerebbe troppo oneroso da un punto di vista finanziario, anche per una realtà che ha tanta liquidità, perché in questi termini è difficile rientrare nell’investimento. Con un progetto alleggerito, invece, cambierebbe il discorso: «Non c’è dubbio, è assolutamente così», prosegue Vernetti. «Oggi Simico è concentrata sull’impianto e si ripropone di avere degli scambi di interlocuzione con noi a seguito dell’avvio e della realizzazione di questa struttura. Noi non abbiamo avuto ancora la possibilità di sederci al tavolo con Simico per poter interloquire su tutti gli aspetti. Il people mover diventa difficile da fare se non si trovano delle possibilità di contributo pubblico».
Quindi ora che succede? «Noi abbiamo presentato il nostro progetto, poi ci sarà una gara pubblica e se vinceremo non avremo nessun problema a procedere con la parte finanziaria», prosegue il presidente. «Garantiamo che se si tratta del parcheggio per noi si farà sicuramente».
«Fino ad oggi noi abbiamo prodotto dieci variazioni del progetto», conclude Massimo Vernetti. «Questo ha avuto un costo non indifferente. Attendiamo quindi con serenità che venga varata la questione della cabinovia: poi, con la dichiarazione di pubblica fattibilità, che è l’unico elemento che ci consente di portare avanti tutta la procedura per la definizione della parte finanziaria, si andrà avanti. Una volta sottoscritto il contratto, chi vincerà la gara poi avrà 18 mesi per procedere alla parte finanziaria».
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi